La Piramide e la Porta San Paolo. La pedonalizzazione mai realizzata.

E’ degli ultimi giorni di aprile l’articolo de La Stampa  che annunciava un progetto di pedonalizzazione di via Persichetti che possa permettere l’ampliamento dell’area destinata alla Piramide Cestia ed una connessione con Porta San Paolo. L’idea viene da lontano, dal 2008, quando, sotto la Giunta Alemanno, furono avanzate proposte dagli enti di tutela all’amministrazione per migliorare la valorizzazione dei due siti.

Nel 2015 con il restauro della Piramide che l’ha restituita in tutta la sua bellezza, Rita Paris aveva rilanciato il monito di una pedonalizzazione da portare a termine al più presto. Nel caso contrario, il lavoro di restauro sarebbe stato inutile poiché pochi avrebbero usufruito del bene e la valorizzazione sarebbe stata nuovamente ostacolata.

La Porta San Paolo, che ad oggi ospita il Museo della via Ostiense, non è altro che uno spartitraffico, un’isola irraggiungibile (a parte grazie ad alcune strisce pedonali realizzate su richiesta dell’VIII e del I Municipio sotto la Giunta Marino) che non dialoga con la città, con il paesaggio circostante e le strade che la circondano. Dai torrioni una vista meravigliosa si prospetta a chi sale le sue strette scale, una vista che parla di Garbatella e dell’Ostiense e che dialoga con il vicino Gazometro. Sarebbe interessante poter far convivere negli spazi della Porta San Paolo anche elementi di storia moderna e contemporanea, che parlino dell’Ostiense del Novecento, della battaglia contro il nazifascismo, del passato operaio della zona e delle modifiche urbanistiche subite dal territorio. Un vero e proprio Museo dell’Ostiense che sappia guardare in modo ampio alla storia locale.

Le Mura, la Piramide, la Porta San Paolo, il Cimitero Acattolico: tutto questo potrebbe divenire un unico polo di visita, integrato e ben valorizzato. Così sarebbe anche più facile dare una nuova vita a via del Campo Boario e alla passeggiata lungo le Mura, spesso soggetta a degrado e sporcizia.

Serve un piano per la mobilità, servono investimenti, serve un po’ di coraggio ed un pizzico di collaborazione tra enti. Ma soprattutto serve la politica.

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