Volontariato, concorsi a premi, scontrinisti. Il 2017 dei professionisti dei beni culturali

Se il buongiorno si vede dal mattino, il 2017 per i giovani professionisti dei beni culturali si prefigura un annus horribilis.

Il bando per 1050 posti per il Servizio Civile pubblicato i primi giorni di gennaio ha segnato già una partenza in salita. Il bando, naturalmente come da prassi per il Servizio Civile, non prevede conoscenze pregresse nella materia di interesse dei progetti, ne lauree che facilitano l’ingresso in graduatoria. Non c’è da stupirci: non parliamo infatti di esperienze lavorative destinate a chi per lavorare in archivi, musei, biblioteche e siti archeologici ha studiato anni, ma a tutti i giovani che rientrano nella fascia d’età prevista.

I progetti presentati dal MIBACT destinati ai volontari sembrano tutto fuorché attività da Servizio Civile. Parliamo di lavoro qualificato, di un tentativo palese di riempire i vuoti di personale del MIBACT sfruttando un programma nobile come quello del Servizio Civile. Questo cosa comporta? Lo snaturarsi progressivo di questo progetto ed il continuo ricatto ai danni di giovani professionisti che, pur di portare a casa almeno 430 euro al mese, si prestano a volontariato senza sbocchi lavorativi futuri. Ancora una volta si mettono toppe, anche in modo maldestro, senza trovare una soluzione concreta.

Si aggiunge a questa prospettiva già poco rosea il bando Valore Museo, ad opera della Cassa di Risparmio di Firenze e della Regione Toscana, rivolto a 12 musei della Regione e a 12 giovani volenterosi di continuare a formarsi lavorando in attività gestionali all’interno delle strutture museali. L’assurdità di tale bando tocca vette altissime, andando a somigliare più ad un concorso a premi che ad una vera opportunità lavorativa. I vincitori del bando saranno formati per 42 ore, lavoreranno 6 mesi part – time a 7,50 l’ora. Il bando prevede anche due vincitori finali: in premio un viaggio in una località europea dove approfondire la propria formazione. Pensate che spostamenti, pasti, cene, spese scientifiche saranno pagate durante questo splendido viaggio? La risposte è ovviamente no.

Andiamo avanti. Non contenti di tutto ciò, la Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del MIBACT indice in questi giorni un bando per la selezione di un’associazione di volontariato mirato alla realizzazione di “attività di collaborazione in ordine alla raccolta di informazioni e documentazione inerenti al patrimonio archeologico, architettonico, storico e artistico“. Già solo questa descrizione fa tremare i polsi.

Se ci sommiamo i tirocini formativi del Ministero spariti (forse la mala gestione di quelli degli anni passati ha imposto una riflessione?) e la denuncia di un’operatrice della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, “volontaria”, pagata con rimborso spese previa visione di scontrini fino ad un massimo di 400 euro, è meglio che smettiamo di leggere i giornali. O di cercare lavoro, tanto in Italia è meglio darsi al volontariato.

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